Il Codice Da Vinci: il mistero del mistero misterioso.Premesso che gli ultimi lavori di Ron Howard mi sono piaciuti molto, specie
A Beautiful Mind e
Cinderella Man.
Premesso che, partendo dal soggetto di quel libro patocco di Dan Brown e decidendo di seguirlo alla lettera, era difficile fare di più.
Premesso che il doppiaggio italiano ha un nonsochè di ridicolo nel conservare gli accenti stranieri dando l'impressione di un Tom Hanks italiano.
Premesso che non capisco come si possano prendere sul serio le cose raccontate da questo libro e non considerarlo come tale, ovvero fiction.
Premesso tutto ciò parliamo del FILM e non del libro, la storia tanto la sanno tutti: basti pensare ai 60 milioni di copie vendute per questo thriller banaluccio ma furbissimo, capace di creare scandalo per vertià (mooolto) supposte (in realtà palesi mistificazioni), e di sollevare polveroni d'opinione.
Il film ha un cast d'eccezione, nella pura tradizione del kolossal hollywoodiano, ma brillano soltanto le interpretazioni di Paul Bettany che incarna perfettamente l'inquetante albino SIlas, e Ian McKellen, che ben sostiene il ruolo del ricco storico inglese Leigh Teabing.
Tom Hanks è buttato alle ortiche, monoespressivo, intrappolato in un personaggio privo di carisma; metterci un Ben Affleck qualunque sarebbe stato lo stesso.
Audrey Tautou invece "fa flanella", sta in tutto il film coi suoi occhioni sbarrati in preda degli eventi che le crollano addosso, ma che in fondo non sembrano turbarla più di tanto.
Resta Jean Renò che fa il suo compitino, complice il suo ruolo "telefonato" nel libro (dalla descrizione di Bezu Fache avevo pensato a Renò, e il libro l'ho letto 2 anni fa!).
Nonostante tutto il film è una valida ricostruzione del romanzo, in particolare per quanto riguarda la vicenda principale...la parte riguardo al passato del nonno di Sophie nonchè quella dell'incontro tra Silas e Aringarosa sono ridotte ai minimi termini.
La cosa davvero brutta sono le ricostruzioni "pseudostoriche",(durante il racconto dei supposti insabbiamenti ecclesiastici) che fanno venire in mente i servizi/documentari de "la macchina del tempo" o "sfera".
Spezzando una lancia a favore del film, ho trovato il finale molto più bello rispetto al libro: grazie alle immagini e al montaggio si crea senza dubbio più pathos e tensione nel descrivere il gesto di Langdon, a differenza delle scarne righe mal imbastite da Brown.
Ron ti stimo lo stesso, ma riprova con un soggetto milgiore!
Da vedere solo se vi ha appassionato il romanzo, altrimenti evitabilissimo.